Saremo presenti ai cortei antifascisti annunciati a Milano (corso Venezia angolo via Palestro ore 14:30) e Bologna (piazza dell’Unità ore 10:00)
Se noi possiamo scrivere qui le nostre idee, e voi potete leggerle, è perché c’è stata la Liberazione. Perché c’è statə chi ha preso le armi contro i fascisti e non è stato lasciatə solə a combatterli. Occorre ripeterlo perché, dopo 81 anni, abbiamo perso la memoria di cosa voglia dire vivere sotto una dittatura.
Viviamo in società profondamente diseguali e ingiuste, ma possiamo dirlo, scriverlo, gridarlo. Possiamo e dobbiamo denunciare i governi che finanziano torturatori per non fare partire i barconi dei migranti, che criminalizzano il salvataggio in mare, che perseverano nell’orrore della detenzione amministrativa nei cpr e delle deportazioni in Albania. Possiamo e dobbiamo contestare il decreto sicurezza del governo Meloni: un cumulo di misure autoritarie, razziste e patriarcali che colpiscono dissenso sociale, agibilità sindacale, popolazione carceraria, accoglienza e libertà di movimento.
Anche sotto il fascismo c’erano le torture, le deportazioni, le esecuzioni, ma non si poteva dirlo, come non lo si può fare ancora oggi in Russia e nei suoi territori occupati, in Bielorussia, in Iran, in Afghanistan, in Corea del Nord e ovunque ci siano regimi autoritari. Ovunque non ci sia stata una Liberazione non si può lottare per reddito e salario, non c’è libertà di espressione, non si può essere apertamente transfemministə o persone lgbtq+, non si può autodeterminare come e con chi vivere la propria vita, non si è in controllo né del proprio corpo né della propria mente.
Sono tempi bui. La rivoluzione del Confederalismo democratico in Rojava è stata tradita e cerca di sopravvivere, nei territori abitati prevalentemente delle persone curde, in un precario accordo con il nuovo potere siriano, fin qui più aperto del precedente regime baathista ma senza discostarsi molto dal suo passato jihadista. Le rivolte in Iran sono state represse nel sangue e il regime è ancora al suo posto, così come gli scagnozzi di Hezbollah, e con un’enorme arma di ricatto in più, nonostante tutte le bombe di Trump e Netanyahu. Il loro sedicente consiglio di pace non è di certo servito a migliorare la vita delle persone sulle macerie di Gaza né tantomeno a fermare le violenze dei coloni in Cisgiordania.
In Ucraina la resistenza è oggi, è ogni giorno, da quattro anni, sotto i missili e i droni russi che attaccano la popolazione civile. L’invasione russa resta inchiodata al 20% del territorio e non riesce nemmeno a completare l’obiettivo minimo della conquista della regione di Donetsk. Questo avviene nonostante la sproporzione geografica, demografica ed economica tra i due paesi e nonostante gli ormai ridotti aiuti occidentali, perché a resistere sono milioni di persone che sanno cosa vuol dire vivere sotto una dittatura e non accettano questo destino. E tra loro anche persone di salde convinzioni antiautoritarie, antifasciste, femministe che, nella totale assenza di alternative percorribili, hanno deciso di combattere nelle forze armate ucraine. Della loro difficile scelta abbiamo parlato in diverse città italiane, nelle scorse settimane, con la proiezione del documentario Anti-Authoritarians at War di Manon Boltansky and Nico Dix e in collaborazione con il collettivo ucraino Solidarity Collectives. Sono state iniziative belle e partecipate a dispetto di chi ha provato a boicottarci, facendoci in realtà solo pubblicità e permettendoci di arrivare a un pubblico che non credevamo avremmo raggiunto.
Ci spingono a procedere con convinzione e determinazione in quanto abbiamo intrapreso a inizio anno, costituendoci in “Alleanza Antiautoritaria”, una rete orizzontale con una proiezione transnazionale volta a contribuire alle lotte contro ogni dominio, contro autocrazie e dittature, per difendere innanzitutto quel poco di libertà senza la quale non è immaginabile nessun cammino verso società più giuste, senza sfruttamento, discriminazioni, oppressioni e guerre. Perché la Liberazione non può essere un privilegio.
(foto IWM)

