Il tour dei Solidarity Collectives in Italia prende il via a Torino tra tensioni e proteste. Tra dibattiti sull’antimilitarismo, accuse e appelli a una solidarietà concreta, l’iniziativa mette in luce profonde divisioni sulla questione ucraina, ribadendo al contempo la necessità di contrastare il crescente autoritarismo.
La diffamazione anti-ucraina a Bologna nasce a San Pietroburgo
Riprendiamo parola dopo la violenta campagna d’odio montata a seguito dell’annuncio della proiezione bolognese di “Antiauthoritarian at War” e che sembra originare da un singolo canale Telegram apparentemente manvorato dall’estero.
Lo stalinismo con la A cerchiata
Abbiamo già espresso le nostre considerazioni politiche in merito agli attacchi che abbiamo ricevuto per aver organizzato il primo tour italiano di supporto ai Solidarity Collectives (SC) a distanza di quattro anni dall’inizio della guerra totale che la Federazione Russa porta avanti in Ucraina.
A Bologna negati due volte spazi comunali per un’iniziativa di solidarietà all’Ucraina
In entrambi i casi, con l’appuntamento già annunciato e pubblicizzato, siamo stati contattati per revocare le disponibilità accordate, nel secondo ci è stato detto esplicitamente che sono arrivare telefonate intimidatorie da ignoti.
Contro il disfattismo mascherato da radicalità. Con la resistenza ucraina, senza ambiguità
Negli ultimi giorni abbiamo subito una serie di attacchi, accuse, tentativi di delegittimazione e minacce di violenza verso di noi e i nostri eventi che non possiamo ignorare.
Tradire la rivoluzione del Rojava
Sono giorni orribili. La Rivoluzione del confederalismo democratico nel nordest della Siria vive la sua minaccia più grave. Donald Trump ha tradito, di nuovo. Come nel 2018 e nel 2019.
Contro il terrore del regime iraniano
In Iran vivono 90 milioni di persone e nel gennaio 2026 una dittatura teocratica, misogina e predatoria sta tentando di mantenersi al potere attuando il più brutale massacro dei suoi 47 anni di storia.
Solidarietà all’Ucraina
L’invasione criminale dell’Ucraina da parte del regime autoritario di Vladimir Putin rappresenta un atto brutale di imperialismo e autoritarismo statale. Per noi, che lottiamo quotidianamente contro ogni forma di dominio e sopraffazione, la condanna di questa aggressione è netta e inequivocabile. Non si tratta di schierarsi acriticamente con uno stato contro un altro, ma di stare dalla parte degli oppressi e della resistenza popolare contro la violenza militarista e la logica di potenza.
Manifesto dell’Alleanza Antiautoritaria
Un fronte globale contro ogni dominio. Viviamo in un’epoca segnata dal ritorno e dalla convergenza di poteri autoritari. Stati e movimenti illiberali, nazionalisti e militaristi collaborano oltre i confini per reprimere le libertà, le diversità e l’autodeterminazione dei popoli. La violenza istituzionale si normalizza, la sorveglianza penetra nella vita quotidiana, la propaganda sostituisce il dibattito. In questo scenario, l’indifferenza e la rassegnazione diventano strumenti del potere.
